Teatro del Carmine

Il Teatro del Carmine, inaugurato il 20 luglio 1929, si inserisce nell’ambito della tradizione teatrale Sarda risalente alla prima metà dell’800.

Nei primi anni del XIX secolo fioriscono, infatti, in Sardegna i primi tentativi di composizione operistica, ai quali si accompagna necessariamente la realizzazione di strutture atte ad accogliere le rappresentazioni teatrali.

Il 2 ottobre 1836 la città di Cagliari inaugura il nuovo Teatro Civico; ad Alghero nel 1862 viene aperto al pubblico il Teatro; a Sassari nel 1844 si inaugura il nuovo Politeama con l’esecuzione del “Riccardo III”, opera del sassarese Luigi Canepa.

Anche la città di Tempio, pur dotata solo di strutture provvisorie, promuove allestimenti teatrali. Bisognerà però arrivare ai primi decenni del ‘900 perché venga definitivamente affrontato e risolto il problema della realizzazione di un teatro stabile.

Il 30 settembre 1910, nella Chiesa del Carmelo, si svolse la recita del grande tenore Bernardo De Muro, alla presenza di una folla “varia, elegante, nuova, con numerosi forestieri, letteralmente stipata nella sala vastissima”.

In quell’occasione la stampa sottolineò l’esigenza di realizzare un luogo di spettacolo favorendo l’utilizzazione della Chiesa del Carmine e suggerendo di “aprire senza indugio a spettacoli drammatici l’alta porta della Chiesa del Carmine” (dal “Giornale d’Italia” del 3/12/1913).

Parte della popolazione tempiese non fu d’accordo sull’uso profano della chiesa, peraltro di esclusiva proprietà del Comune, tanto che alcune Confraternite chiesero che il luogo di culto fosse esclusivamente destinato ai riti religiosi.

Durante il Consiglio comunale del 1° dicembre 1913, presieduto dal Sindaco Cabella, si decise tuttavia di prendere in considerazione “le varie proposte, valutando le garanzie e la bontà dei progetti dei proponenti per accettare quella più rispondente al pubblico interesse”. Nonostante le discussioni e le diatribe, gli spettacoli continuarono ad essere rappresentati nell’ormai ex Chiesa del Carmelo.

In quegli anni gli spettacoli sono sempre più numerosi grazie alla presenza di artisti del calibro di Bernardo De Muro, Giovanni Manurrita e Giovanni Corda, la cui fama nazionale faceva sentire sempre di più l’esigenza di un luogo degno di accogliere artisti tanto famosi.

Fu grazie alla sensibilità artistica del Commissario del Comune di Tempio Celestino Manca che venne proposta la cessione dell’ex Chiesa del Carmine.

Si costituì subito un comitato cittadino che contattò Aldo Faconti, il quale realizzò un progetto che venne esposto nella vetrina del negozio di Stefano Corda, in Piazza Gallura, affinché i cittadini potessero vederlo.

Superate le prime perplessità, si stabilì che la spesa per la realizzazione dell’opera fosse di £ 300.000, ed il comitato aprì ai cittadini una sottoscrizione per azioni di £ 250 ciascuna.

La sottoscrizione però non ebbe successo, così un gruppo di tempiesi (Stefano Corda, Pasqualino Pintus, Domenico Cabella, Tommaso Azara, Paolo Nicolai, Mario Cossu) si riunì per far fronte alle spese di acquisto e costruzione del teatro.

L’11 dicembre 1927 il Comune con una delibera cedette l’ex Chiesa del Carmelo, per costruire il Teatro con una grande sala per spettacoli pubblici; in cambio pretese una rendita perpetua e l’uso del Teatro per scopi filantropici.

I concessionari inoltre s’impegnavano ad organizzare bimestralmente una serata a favore delle istituzioni locali di beneficenza.

Nacque così la “Società dei dieci” (ai sei soci preesistenti si unirono Salvatore Murino, Giovanni Cossu, Gerolamo Corda e Domenico Caputo) che il 21 gennaio 1928 stipulò con il Commissario del Comune l’atto pubblico di cessione, registrato a Tempio il 15 febbraio 1928.

I lavori, iniziati il 20 febbraio 1928 sotto la direzione di Aldo Faconti, procedettero speditamente nei mesi successivi, tanto che il Teatro fu inaugurato il 20 luglio 1929 dalla compagnia di canto diretta dal tenore Giocomo Eliseo, con l’opera di Donizetti “Lucia di Lammermoor.”

La prima stagione operistica fu particolarmente nutrita e interessante: “Il barbiere di Siviglia”, “La sonnambula”, “L’elisir d’amore”.

Il 19 luglio 1930 il Carmine, che nel mese di aprile aveva ospitato il tenore Giovanni Manurrita, accolse trionfalmente il famoso tenore tempiese Bernardo De Muro.

Negli anni seguenti gli spettacoli lirici furono alternati a lavori meno impegnativi più popolari.

Negli anni ’50 l’apertura di nuove sale cinematografiche e l’avvento della televisione misero in crisi il teatro e il processo di decadimento culminò quando il Carmine fu trasformato, in occasione del Carnevale, in sala da ballo.

Nel 1991 il Teatro Civico, ormai chiuso da alcuni anni, è stato acquistato dal Comune di Tempio che, dopo accurati restauri, il 18 ottobre 2001 lo restituisce, in tutto il suo splendore, al pubblico gallurese.