MUSEO

BERNARDO DE MURO

 

Il Museo Bernardo De Muro nasce nel dicembre 1980. I beni che si trovano nel suo interno sono entrati a far parte del patrimonio comunale dal 1953 con una donazione effettuata da parte dello stesso tenore. Nel tempo la raccolta è stata ulteriormente arricchita da successive elargizioni.

Il Museo Bernardo De Muro si trova nella Biblioteca comunale G.M. Dettori, nel compendio dell’ex Collegio Francescano dei Padri Scolopi restaurato di recente. Lo spazio dedicato al Museo si compone di due sale situate al primo piano dello stabile. Il Fondo De Muro rappresenta un’importante testimonianza della vita e della carriera musicale di Bernardo De Muro, interprete internazionale del canto lirico.

Il Fondo è composto da dischi, abiti di scena, fotografie, spartiti musicali, corrispondenza e da una nutrita rassegna stampa, effettuata dallo stesso tenore sui quotidiani dell’epoca, che documenta e sottolinea tutti gli eventi della sua carriera artistica. Il fondo può essere suddiviso in tre macro componenti: materiale cartaceo, materiale tessile e materiali vari.

Con “materiali vari” s’intende soprattutto l’oggettistica di uso quotidiano o meno, frutto di doni, o acquistata dalla famiglia De Muro. Ne fanno parte un grammofono a molla, dischi in bachelite, ceramiche varie, oggetti in legno e plastica dura, monete, vetri, ceramiche, oggetti in argento tra cui le posate appartenute a Giuseppe Garibaldi, armi con decorazioni in avorio ed osso, i bauli marchiati “Brigata Sassari”, le pipe di diverse tipologie, ecc.

Il materiale cartaceo raggruppa: fotografie di diverso formato, manoscritti che comprendono trascrizioni, correzioni su spartiti musicali e testi, dediche su materiale vario tra cui fotografie, libri, agende, ritagli di giornale, la maggior parte dei quali riguardano le recensioni alle opere da lui interpretate, stampe comprendenti telegrammi, carta moneta, locandine, libri, ritratti, attestati, lettere, testi musicali, guide turistiche, romanzi, testi sacri, riviste, dipinti e disegni (caricature e ritratti) eseguiti con tecniche differenti.

Il materiale tessile è composto in prevalenza i costumi di scena. I tessili sono soprattutto i costumi di scena indossati dal tenore durante le sue esibizioni, arricchiti da applicazioni metalliche, ceramiche e plastiche applicate su materiali come la seta, il cotone, la lana, il raso e la pelle per quanto riguarda le calzature. Oltre ai costumi di scena completi, vi sono anche elementi singoli come pantaloni, camicie, calzamaglie, un mantello e gli accessori. Parte integrante degli abiti di scena sono gli accessori, dalle cinture di tessuto o pelle, all’elmo facente parte dell’abito di Radames con piumaggio e paillettes, dai bracciali, spade, pugnali, un corno, una maglia, di natura metallica, per giungere alla guaina della spada - con il manico in osso - del costume di Osaka.
Recentemente il fondo si è arricchito di ulteriori oggetti donati dalla figlia del Tenore Johanna Elena De Muro Speaks (nota Dina), attualmente residenti negli Stati Uniti, al Comune di Tempio Pausania.

Il Progetto di riallestimento del Museo nella sede dell’ex convento dei Padri Scolopi, ha preso il via nell’aprile 2007, con la collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per la Sardegna. I lavori di manutenzione e restauro dei beni appartenuti al tenore Bernardo De Muro sono stati ultimati nel corso del 2013. L’attività di manutenzione e restauro ha riguardato, la quasi totalità dei manufatti tessili e fotografici e il 70% circa di quelli cartacei.

Le incisioni discografiche, pubblicate su etichetta HMV (HIS MASTER’S VOICE) e il marchio statunitense VICTROLA, offrono un ulteriore valore aggiunto alla già brillante carriera del De Muro. In base alle informazioni tratte dalla pubblicazione realizzata da Antonino Defraia, che pubblicò un’antologia discografica del tenore tempiese dal titolo: “Il Mito dell’Opera – Bernardo De Muro”, le prime incisioni risalgono al 1912 e comprendono alcune arie tratte da Folco di Isabeau e da Andrea Chenier. Nel 1917 invece si dedicò alla registrazione dei più noti motivi verdiani del Trovatore, dell’Aida e di Otello. La serie delle incisioni discografiche di De Muro si conclusero fra gli anni 1920 e 1928, con le registrazioni di altri brani celebri tratti da Carmen e La Fanciulla del West.